Il comprensorio Olivetti e il lavoro vista mare

Il comprensorio Olivetti di Pozzuoli è una vera e propria fabbrica con vista mare. Il progetto fu affidato nel 1951 all’ architetto napoletano Luigi Cosenza. A lui si deve anche la costruzione del quartiere residenziale mentre la disposizione del verde è opera di Piero Porcinai. Il tempo di costruzione dell’edificio fu breve, tanto che i lavori nel 1954 erano già conclusi.

Nel suo discorso inaugurale, l’imprenditore Adriano Olivetti disse: “Di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno”.

Lo stabilimento copre una superficie totale di 30.000 metri quadri e al momento della sua apertura poté accogliere 1300 lavoratori, tra operai e impiegati. Progettare uno stabilimento industriale a Napoli, a meno di un decennio dalla fine della guerra, significava non solo porsi obiettivi di carattere tecnico, ma anche di carattere morale e ambientale. Il dialogo aperto tra Luigi Cosenza e Adriano Olivetti rese possibile l’inverarsi di tali aspirazioni in un’architettura straordinaria, in cui le tradizioni edilizie campane si intrecciano sapientemente con la ricerca della migliore soluzione funzionale e ambientale.

Il disegno morbido degli spazi esterni – progettati da Pietro Porcinai – fa da contrappunto alla scrittura razionale degli edifici, mentre lo studio del colore è affidato a Marcello Nizzoli. Il braccio est del complesso ospitava le sale termiche; sull’ altro lato, rivolti verso ovest, si trovavano invece gli spazi di servizio per il lavoratore: gli spogliatoi, la mensa, l’assistenza sociale e una sala adibita a biblioteca.

I volumi laterali si innestano nell’alto corpo principale. L’impianto planimetrico è a croce, con un braccio rivolto nord-sud ad ospitare le officine, l’altro rivolto sull’asse est-ovest, con le sale termiche e i servizi.

Il rapporto con il luogo è cercato attraverso il dialogo diretto dell’architettura con il paesaggio in cui si colloca. La loggia antistante la palazzina della direzione è un dispositivo spaziale che permette alla vista di estendersi al di fuori dello spazio della fabbrica. Uscita di scena la Olivetti, le officine non hanno perso il loro carattere di luogo di ricerca e di sviluppo produttivo, ospitando uffici e sedi distaccate del CNR e delle università partenopee.